Basilica di San Nicola da Tolentino


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L'arca e la statua di San Nicola

il Cappellone

L'ARCA E LA STATUA POLICROMA DI SAN NICOLA

Al centro del Cappellone è collocata l'arca lapidea sormontata dalla statua policroma di S. Nicola. L'elegante arca in pietra fu eseguita - come attesta un'iscrizione - per custodire le spoglie del Santo, che i fedeli avrebbero potuto vedere attraverso le aperture circolari ricavate su due lati. Ma i resti mortali del venerato frate, fatti oggetto di un tentativo di trafugamento in epoca imprecisata, non vi furono mai collocati; così l'arca, benché vuota, fu lasciata nel punto esatto in cui il corpo di Nicola era stato deposto - a circa un metro e mezzo di profondità - in uno spazio ricavato tra due antichi muri di pietra.

Dopo la sua canonizzazione il Cappellone divenne, oltre che il luogo della memoria storica dell'umile frate di Tolentino, la meta dei pellegrinaggi popolari alla tomba del santo; nel 1462 vi fu eretto un altare che trasformò questo maestoso ambiente in un vero e proprio luogo di culto. In tale contesto l'urna lapidea fatta eseguire dal giureconsulto romano Pietro Millini nel 1474, in onore del suo 'patrono', assunse un significato essenzialmente votivo.

Il progetto e la parziale realizzazione del manufatto possono essere ascritti a Francesco di Simone Ferrucci scultore fiesolano attivo ripetutamente nelle Marche e in Romagna, la cui arte plastica risente della raffinatezza e del rigore dei maestri fiorentini del Rinascimento.

Tuttora incerta è l'ubicazione originaria della statua; è probabile tuttavia ch'essa fosse collocata su un altare della medievale chiesa di S. Agostino, rinnovata e consacrata nel 1465, cioè pochi decenni dopo la canonizzazione di S. Nicola.

Questa circostanza potrebbe costituire il termine post quem per la datazione del simulacro di Tolentino che, da un punto di vista strettamente stilistico, s'accorda in pieno con la produzione scultorea di Niccolò di Giovanni ascrivibile al sesto o settimo decennio del Quattrocento.

Nel 1400 Bonifacio IX concesse l'indulgenza plenaria ai visitatori del Cappellone nella domenica successiva alla festa del Santo (10 settembre).






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